In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù.
(Harry Lime, personaggio interpretato da Orson Wells, nel film Il terzo uomo)
Molto arguta questa battuta, sicuramente, immagino poi che sentita pronunciare da Orson Wells abbia ancora piu' fascino. Pero', giusto il tempo di leggerla, due secondi, e subito, messo gia' da parte l'orgoglio di essere nati in un paese cosi' ricco d'arte, iniziano a scattare altre riflessioni. Sia chiaro, non baratterei mai la Cappella Sistina o l'Ultima Cena, ma forse qualcosa, una minima parte, del nostro patrimonio artistico lo cederei se in cambio si potesse riscrivere la storia e cancellare quei mali che hanno infettato le vicende passate italiane e continuano a dilagare anche in epoca attuale.
Come spesso si sostiene, le lotte fratricide, gli interessi particolari, il "Franza o Spagna purche' se magna", hanno forgiato il carattere dell'Italia e degli italiani nei secoli, fino ai nostri giorni, in cui e' ancora valida la figura dell'italiano medio furbo, che disprezza le regole, che si lascia governare dal potente di turno salvo poi scaricarlo per qualcuno ancora piu' potente. Il potere temporale della chiesa, le signorie e la cultura umanista, hanno prodotto capolavori di inestimabile valore, come rovescio della medaglia hanno bloccato il progresso civile di un popolo, a 150 anni dall'unita', ancora profondamente diviso nella politica e nella societa'. Vorrei vivere in una nazione un po' meno bella ma organizzata in uno stato piu' moderno, giusto ed efficiente.
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