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martedì 7 dicembre 2010

Scontro virtuale

A pochi giorni dallo sbarco in Italia di Amazon, il piu' grande negozio on line del mondo, mi sono deciso a dare una sbirciata al nuovo sito e fare una prova di acquisto di alcuni libri a cui sono interessato. Per rendermi conto della convenienza di Amazon ho fatto poi un confronto con due siti analoghi, puramente italiani, Ibs e Unilibro. Il primo lo conosco per fama ma non l'ho mai usato, il secondo mi e' servito una volta per l'acquisto di un libro non di narrativa ma di tipo "tecnico" che non potevo sicuramente trovare in libreria. Fondamentalmente preferisco la scelta diretta di un libro fra gli scaffali di una libreria, ritengo importante l'acquisto on line non per questioni di risparmio o di tempo, ma per l'opportunita' di trovare praticamente di tutto. I libri del mio test sono tre:
  • Guida galattica per gli autostoppisti di Adams Douglas: una storia di fantascienza umoristica, molto famoso nel genere.
  • Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Haddon Mark: un giallo recente (2003) con protagonista un ragazzo dalle notevoli capacita' matematiche.
  • Il mondo secondo Garp di Irving John: un romanzo originale e divertente che narra la vita di Garp, uno scrittore dalle vicende travagliate.                                     
Il totale dei 3 libri per Amazon 21,77 € che si dimostra di gran lunga piu' economico di Ibs (26,47 €) e soprattutto di Unilibro (34,60 €). Da notare che le spese di spedizione sia per Amazon che per Ibs sono nulle per ordini superiori ai 19,00 €. Nel totale di Unilibro sono invece comprese per una quota di 3,50 €. Va a sfavore di Amazon invece il fatto che Il mondo secondo Garp non era al momento disponibile! Un confronto piu' accurato andrebbe fatto inoltre sui tempi di spedizione. In conclusione Amazon e Ibs se la giocano, Unilibro certamente non e' competitivo.

giovedì 25 novembre 2010

Banda stretta

Liberalizzazione del wi-fi nei locali pubblici? Dalle dichiarazioni del ministro Maroni sembrava proprio cosi', in realta' pare che la volonta' politica sia: agevoliamo la diffusione del wi-fi eliminando aspetti burocratici ma manteniamo l'obbligo di identificazione per l'utente che si connette. Quindi liberalizzazione ma fino ad un certo punto, se ne parlera' con il disegno di legge prossimamente in parlamento. Quello che e' certo e' che il decreto Pisanu, in scadenza al 31 dicembre 2010 non sara' prorogato. Con esso scomparira' appunto l'obbligo del gestore del locale pubblico di chiedere la licenza alla questura. L'obbligo di identificazione non scade, sarebbe necessaria invece un'abrogazione per toglierlo di mezzo. Ma cio' evidentemente non accadra', a differenza delle legislazioni di molti altri paesi dovremo continuare a farci identificare, per questioni di sicurezza dicono.
Passata la fase della carta di identita' si discutera' della possibilita' di usare il cellulare per ricevere una password da impostare nell'accesso. Tale sistema pero' non sarebbe praticabile per i visitatori stranieri (dal loro numero di cellulare non si riuscirebbe a risalire a nome e cognome come per i cittadini italiani).
Sarebbe bello capire con supporto di dati se i wi-fi liberi sono seriamente un mezzo prediletto da criminali e terroristi, ma e' difficile pensare che sia cosi' dato l'esempio degli altri paesi in cui non esistono restrizioni! Stiamo a vedere cosa succedera', voglio ricordare, per finire, che il problema del wi-fi non libero si aggiunge ad altri problemi che limitano la fruizione di internet in Italia, il wi-max in ritardo per colpa dell'assegnazione delle frequenze, il digital divide con 10 milioni di italiani sprovvisti di copertura di banda larga.

giovedì 18 novembre 2010

The social network

David Fincher, regista di film culto come Seven e Fight Club, si cimenta nella sua ultima opera nel racconto della storia di uno dei personaggi dei nostri tempi, David Zuckerberg, il padre del fenomeno Facebook, il colosso dei social network con oltre mezzo miliardo di iscritti (al momento).
Il film e' la biografia dell'ascesa di Zuckerberg, dalla creazione del primo Facemash (una raccolta "hackerata" delle immagini delle studentesse di Harvard) fino alla causa milionaria in cui viene accusato di aver copiato l'idea di Facebook da altri studenti. Il film procede con buon ritmo e tiene sempre viva l'attenzione dello spettatore, anche grazie alla buona colonna sonora, ma non offre spunti originali o invenzioni narrative, volendo prima di altro assolvere la funzione meramente biografica.
Non facendosi troppe aspettative pensando alla filmografia del regista, e' un film che comunque consiglio di vedere, anche a chi non e' interessato a Facebook o addirittura lo detesta. Da apprezzare sicuramente il tema della solitudine, Zuckerberg cerca di fuggire da essa sulla spinta delle proprie ambizioni, ma nella scena finale vediamo che ne e' ancora vittima. Se ci isoliamo dal protagonista e dalle sue vicende possiamo anche vedere altro pero', un intero mondo, quello universitario americano, che vive e pulsa cullando in se' sempre nuove idee. Da questo film abbiamo un'ulteriore conferma che il modello americano promuove gli studenti intraprendenti, esortandoli a raggiungere obiettivi pratici anche tramite l'interazione sociale con gli altri. Tra l'universita' ed il mondo lavorativo sembra non esserci quell'abisso che invece riscontriamo nel nostro paese.